Ma basta il nome a evocare in chi ci sia stato almeno una volta un paesaggio per il quale l’impiego dell’aggettivo fiabesco, di per sé banale, appare quanto mai appropriato. Infatti non è forse vero che il simbolo della Cappadocia sono i Camini delle Fate, bizzarre formazioni rocciose a forma di cono, sormontate da cappelli di roccia più dura? Provate ad aggirarvi per la Valle dell’Amore, la Valle dei Monaci e la Valle dei Piccioni e, di fronte a queste sculture naturali scolpite dall’erosione nel corso dei millenni, ditemi se la sensazione che vi prende non è di trovarvi su un altro pianeta?

Ma la Cappadocia è anche la terra delle città sotterranee di Derinkuyu e Kaymaklı, veri e propri labirinti di tunnel, stanze, chiese e magazzini scavati nella roccia, sicuro rifugio da invasioni e persecuzioni. Senza scordare i numerosi insediamenti rupestri, dove per secoli hanno vissuto intere comunità, scavando case, chiese e monasteri nelle pareti di tufo.
Un consiglio. Concedetevi un volo in pallone all’alba. Sorvolare la Cappadocia in mongolfiera nelle prime luci della giornata è un’esperienza indimenticabile. Da lassù si gode di una prospettiva unica sui camini delle fate, sulle valli sinuose e sugli antichi insediamenti.

Ha scritto una quarantina di libri pubblicati dai maggiori editori, insegna all’università, è editorialista del Corriere della sera, ha scalato migliaia di cime sulle Alpi e fuori, ha viaggiato ai quattro angoli del mondo. Ed è amico di Earth Viaggi.
Franco Brevini inizia la sua collaborazione con il nostro sito, dove alternerà i suoi racconti sui viaggi che ha compiuto a riflessioni sul muoversi nel mondo ieri e oggi.


























































































