La ritroviamo in formule come lavorà a uf o mangià a uf, nel senso di «lavorare per niente» o «mangiare a sbafo».
Dietro questa voce vive una suggestiva pagina della storia di Milano, legata al suo emblema, il Duomo. Quando cominciarono a edificare la loro cattedrale, invece del mattone cotto, che aveva dato la sua inconfondibile impronta alle chiese della città, gli ambrosiani decisero di utilizzare il prezioso marmo bianco e rosa di Candoglia, più vicino al nuovo gusto del gotico internazionale.
Proprietario delle cave era Gian Galeazzo, che decise di assegnarle in feudo perpetuo alla Fabbrica del Duomo. Scavato da un esercito di oltre tremila scalpellini, il marmo veniva caricato sui barconi, percorreva un tratto del fiume Toce, attraversava il Lago Maggiore, discendeva il corso del Ticino e quindi, lungo il Naviglio Grande, giungeva in città. Inizialmente i lastroni di marmo usati per rivestire l’esterno del Duomo e il serizzo impiegato per innalzare i pilastri dell’interno erano scaricati al laghetto di Sant’Eustorgio, da cui venivano trainati sui carri fino ai piedi della cattedrale. Ma grazie al lavoro degli inzenieri, come si legge negli annali della Fabbrica, il collegamento del Laghetto di Porta Ticinese con la Cerchia dei Navigli, attraverso la Conca di Via Arena, permise di far arrivare i materiali direttamente al Laghetto di Santo Stefano, a due passi dal Duomo.
Oltre all’edificazione del Duomo, alla Fabbrica spettavano oneri gravosi come la conduzione delle cave, il trasporto dei blocchi e la manutenzione del Naviglio. Per sostenere l’opera il duca stabilì che i materiali destinati alla cattedrale fossero esentati dal pagamento di qualsiasi dazio. Erano contrassegnati dall’acronimo AUF, ad usum fabricae, «destinati all’uso della Fabbrica». Senza capire di latinorum, il popolo milanese ebbe una nuova parola.

Ha scritto una quarantina di libri pubblicati dai maggiori editori, insegna all’università, è editorialista del Corriere della sera, ha scalato migliaia di cime sulle Alpi e fuori, ha viaggiato ai quattro angoli del mondo. Ed è amico di Earth Viaggi.
Franco Brevini inizia la sua collaborazione con il nostro sito, dove alternerà i suoi racconti sui viaggi che ha compiuto a riflessioni sul muoversi nel mondo ieri e oggi.


























































































