E più mi piace posar le poltre
membra, che di vantarle che alli Sciti
sien state, agli Indi, a li Etiopi et oltre.
[…]
Chi vuole andare a torno, a torno vada:
vegga Inghelterra, Ongheria, Francia e Spagna;
a me piace abitar la mia contrada.
In realtà il poeta condusse un’intensa attività diplomatica per conto di Alfonso I d’Este.
Nel 1509 era stato inviato a Roma per invocare aiuti dal papa nella guerra contro la Serenissima. Nel 1510 era tornato a Roma per chiedere la revoca di una scomunica del duca. In quell’occasione, non trovandolo a Roma, Ariosto aveva dovuto raggiungere il papa in una sua villa di delizie vicino al mare.
L’udienza fu probabilmente molto burrascosa e si dice che il collerico Giulio II volesse far gettare in mare il poeta, il quale si salvò a stento con una precipitosa fuga «inseguito dagli sgherri del papa».
L’Ariosto sarebbe tornato a Roma su incarico del duca per sollecitare il cardinale Ippolito a intervenire presso il pontefice e poi di nuovo nel 1512 al seguito del duca stesso, su incarico del quale, con grave rischio, si sarebbe poi recato come osservatore a Ravenna, dove gli sarebbe toccato di essere testimone del saccheggio della città.
Nel 1513, a dispetto dei suoi vani propositi agresti, l’Ariosto tornò a Roma per la quinta volta, sperando nell’elezione al soglio pontificio di Giovanni Lorenzo de’ Medici, che assunse il nome di Leone X.
Malauguratamente, benché fosse amico da lungo tempo del poeta, il nuovo papa non gli accordò alcuno dei benefici sperati. Tra il 1524 e il 1525 all’Ariosto era toccato anche l’incarico di governatore della selvaggia regione della Garfagnana.
Il duca Alfonso I d’Este lo volle spesso accanto a sé nelle missioni diplomatiche in giro per l’Italia e così il poeta fu a Modena per scortare Carlo V, a Venezia per l’incontro con Francesco II Sforza, ad Abano per accompagnare il duca alle acque, a Correggio in qualità di ambasciatore presso Alfonso III d’Avalos, comandante dell’esercito spagnolo.
Nel 1532 insieme al duca incontrò di nuovo Carlo V a Mantova, che, a causa della salute incerta, raggiunse navigando lungo il Po. Assai provato, il poeta sarebbe morto l’anno dopo. Ma quell’ultimo incontro ufficiale fu per l’Ariosto un trionfo, in quanto il potente re di Spagna, il sovrano sul cui impero non tramontava mai il sole, insignì il poeta della corona d’alloro.

Ha scritto una quarantina di libri pubblicati dai maggiori editori, insegna all’università, è editorialista del Corriere della sera, ha scalato migliaia di cime sulle Alpi e fuori, ha viaggiato ai quattro angoli del mondo. Ed è amico di Earth Viaggi.
Franco Brevini inizia la sua collaborazione con il nostro sito, dove alternerà i suoi racconti sui viaggi che ha compiuto a riflessioni sul muoversi nel mondo ieri e oggi.



























































































2 risposte a “Ariosto viaggiatore recalcitrante”
Ta
Tanti bei viaggi purtroppo già fatti o troppo cari. Mi interesserebbe l’Italia
La ringraziamo per il suo messaggio.
Può consultare tutti i nostri programmi dedicati all’Italia a questo link https://www.earthviaggi.it/bestitalia
Restiamo a disposizione per qualsiasi informazione.