Tra Sette e Ottocento le loro gesta erano famose in tutta Europa, al punto che nel loro viaggio in Italia i fratelli Edmond e Jules Goncourt si chiesero se proprio i briganti non fossero diventati l’ingrediente tipicamente romantico del turismo italiano.
Lo stesso Stendhal scrisse un saggio intitolato I briganti in Italia. Alessandro Dumas cercò di raccogliere notizie sui più leggendari fuorilegge e a Civitavecchia andò a visitare in cella il brigante Gasbarrone. Nel 1863, cioè due anni dopo l’Unità e mentre il tema del banditismo meridionale stava diventando di estrema attualità, il romanziere francese avrebbe pubblicato Cento anni di brigantaggio nelle provincie meridionali d’Italia.
Anche la pittura ci ha lasciato testimonianze dei banditi che infestavano le strade. Salvator Rosa è rimasto celebre per i suoi dipinti sui briganti. Alessandro Bagnasco firmò un impostante olio su tela intitolato Grande paesaggio con assalto di briganti. Poco dopo Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, realizzò a sua volta una tela intitolata Assalto di briganti. Il grande incisore ottocentesco Bartolomeo Pinelli dedicò molte tavole ai viaggiatori assaliti dai briganti o alla loro cattura, compreso un libro sulla vita del brigante Massaroni, edito a Londra nel 1823. Sfruttando la curiosità che era venuta crescendo intorno alle gesta dei briganti, in epoca romantica crebbe la produzione di stampe in bianco e nero o acquerellate, che andavano a ruba tra i turisti che scendevano in Italia.

Ha scritto una quarantina di libri pubblicati dai maggiori editori, insegna all’università, è editorialista del Corriere della sera, ha scalato migliaia di cime sulle Alpi e fuori, ha viaggiato ai quattro angoli del mondo. Ed è amico di Earth Viaggi.
Franco Brevini inizia la sua collaborazione con il nostro sito, dove alternerà i suoi racconti sui viaggi che ha compiuto a riflessioni sul muoversi nel mondo ieri e oggi.


























































































