Le dune di Merzouga

Le dune di Merzouga arrivano dopo chilometri di pietra e silenzio, quando il Marocco sembra già aver dato tutto e invece è lì che comincia la sua vera voce, forse quella più segreta, fatta di vento e di sabbia.

Le dune di Merzouga arrivano dopo chilometri di pietra e silenzio, quando il Marocco sembra già aver dato tutto e invece è lì che comincia la sua vera voce, forse quella più segreta, fatta di vento e di sabbia.

Il grande Erg Chebbi che si stende nel Marocco pre-sahariano si alza come un mare immobile, onde dorate che mutano colore a ogni respiro del cielo. Ouarzazate sembra lontanissima. Si spalanca il regno di Moerzouga.

Salimmo con gli sci in spalla sulla duna più alta mentre il sole stava lambendo l’orizzonte e la pista per Erfoud era stata inghiottita dalla sabbia divenuta quasi viola. Si concludeva così, tra le maestose dune di Merzouga, la nostra traversata sciistica dell’Atlante. Sciare sulla sabbia era stranissimo, ma bastava scegliere i pendii più ripidi, mettere le punte a valle e la velocità era garantita.

In basso ci accolsero i dromedari e le tende berbere. Tornati al fuoristrada, buttammo gli sci nel bagagliaio e ripartimmo verso Marrakech sotto una volta di stelle che spargevano sulla sabbia la loro luminescenza azzurrina. Viaggiavamo da una mezzora sulla pista, quando dietro una duna apparve una piccola luce. Avvolto in un djellabah, l’uomo che pedalava ci salutò sbracciandosi e scomparve nel nulla del deserto.

Ha scritto una quarantina di libri pubblicati dai maggiori editori, insegna all’università, è editorialista del Corriere della sera, ha scalato migliaia di cime sulle Alpi e fuori, ha viaggiato ai quattro angoli del mondo. Ed è amico di Earth Viaggi.

Franco Brevini inizia la sua collaborazione con il nostro sito, dove alternerà i suoi racconti sui viaggi che ha compiuto a riflessioni sul muoversi nel mondo ieri e oggi.

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