L’autore dei Promessi sposi rientrava a Milano dopo il famoso soggiorno linguistico a Firenze per sciacquare i panni in Arno, cioè per adeguare la lingua del romanzo all’uso vivo di Firenze. La madre, Giulia Beccaria, lo attendeva a Milano ed era angosciata per il pericolo dei briganti al Passo della Futa, sull’Appennino tosco–emiliano.
A sua volta la piena del Po, che aveva travolto il già precario ponte di barche, costrinse a un supplementare giorno di attesa a Piacenza. Manzoni impiegò ben una settimana per andare da Firenze a Milano e il calendario che ci è stato tramandato ci dà un’idea ancora a Ottocento inoltrato della logorante lentezza di un modesto trasferimento, che oggi con l’alta velocità ferroviaria viene completato in tre ore: 1° ottobre: Firenze–Covigliano. 2 ottobre: Covigliano–Bologna. 3 ottobre: Bologna–Modena. 4 ottobre: Modena–Parma. 5 ottobre: Parma–Piacenza. 6 ottobre: attesa a Piacenza. 7 ottobre: Piacenza–Milano. E si badi bene che all’Unità d’Italia due terzi dei 90 mila chilometri di strade censite si trovavano in Italia Settentrionale, ma di esse solo poco più di 12 mila risultavano effettivamente praticabili.

Ha scritto una quarantina di libri pubblicati dai maggiori editori, insegna all’università, è editorialista del Corriere della sera, ha scalato migliaia di cime sulle Alpi e fuori, ha viaggiato ai quattro angoli del mondo. Ed è amico di Earth Viaggi.
Franco Brevini inizia la sua collaborazione con il nostro sito, dove alternerà i suoi racconti sui viaggi che ha compiuto a riflessioni sul muoversi nel mondo ieri e oggi.


























































































