Le terrazze di travertino, viste da vicino, non hanno niente della morbidezza che promettono le foto.
Sono croste dure, scolpite da millenni di acqua calcarea. La roccia è calda, punteggiata da minuscole conchiglie mineralizzate.
L’acqua scorre in rivoli tiepidi, disegnando vasche che oscillano tra il turchese e il latte.
La salita offre una prospettiva quasi lunare. È un anfiteatro naturale di curve e gradoni, con i turisti ridotti a minuscoli puntini colorati.
Sopra, la città antica di Hierapolis emerge come un miraggio. Le colonne isolate, il teatro perfettamente conservato, le terme evocano un’altra epoca di pellegrinaggi e guarigioni. È strano pensare che qui proprio le acque tiepide abbiano fatto incrociare popoli e culture. Ci fermiamo in una vasca naturale con l’acqua appena calda.

Si sente solo un fruscio costante. Quando il sole sale, il bianco abbaglia, quasi ferisce, ma dietro l’intero vallone che si apre verso la Turchia interna mostra un mosaico di campi e di villaggi.
Quando ce ne andiamo, i nostri piedi sono impolverati di bianco. È il sigillo minerale della nostra visita alle fonti termali più scenografiche e più famose della Turchia.

Ha scritto una quarantina di libri pubblicati dai maggiori editori, insegna all’università, è editorialista del Corriere della sera, ha scalato migliaia di cime sulle Alpi e fuori, ha viaggiato ai quattro angoli del mondo. Ed è amico di Earth Viaggi.
Franco Brevini inizia la sua collaborazione con il nostro sito, dove alternerà i suoi racconti sui viaggi che ha compiuto a riflessioni sul muoversi nel mondo ieri e oggi.


























































































