
In realtà molte volte arrivando in un villaggio del Laddakh sulle pendici dell’Himalaya, in un accampamento inuit in Groenlandia o fra le capanne dei penang della foresta pluviale del Borneo mi accadeva di ripensare al mio lavoro. Non saprei dire quando linguistica, letteratura e antropologia si siano incontrate nel mio percorso, ma a un certo punto mi resi conto che l’esotico che mi accadeva di incontrare nelle scorribande tra le popolazioni piùremote non era più insolito, né più strano di quello che affiorava dalle pagine dei grandi scrittori in dialetto con cui mi ero misurato e dei vocabolari che descrivevano i loro irti codici. Mi resi presto conto che là dove i miei maestri avevano visto esclusivamente fenomeni linguistici e stilistici a me si profilavano mondi inattesi, realtà diversamente inconoscibili, tradizioni che proprio le lingue popolari avevano permesso di portare alla luce.
La stupefazione per la straordinaria ricchezza di questi mondi mi si è ripresentata mille volte scrivendo l’ultimo libro sui dialetti, In parole povere, uscito da pochi giorni da Bollati Boringhieri.
Perché quasi metà della popolazione italiana si ostina a fare riferimento al dialetto. Che cosa distingue un dialetto da una lingua. Perché i dialetti sono così tanti e resistono anche nel mondo dell’omologazione? E perché in dialetto le cose sembrano più vere? Ecco alcune delle domande a cui ho voluto rispondere nel nuovo libro.
In parole povere è un libro che mette ordine nell’universo caotico della questione dialettale italiana, segnata da strumentalizzazioni, timidi rilanci e nostalgie disilluse. E lo fa a fronte di un revival che si manifesta oggi con nuove energie e in forme diverse: nel rap e nei meme, all’interno dei podcast e su TikTok, a teatro e nel marketing.
Le nuove generazioni riscoprono i dialetti, non più come lingue dell’arretratezza, ma come codici di libertà, ironia, identità. Scegliere di esprimersi in dialetto oggi può voler dire scegliere una lingua non colonizzata, non globale, non piatta. I dialetti, insomma, sono voci che vengono da lontano, ma che si ostinano a guardare al domani.

Ha scritto una quarantina di libri pubblicati dai maggiori editori, insegna all’università, è editorialista del Corriere della sera, ha scalato migliaia di cime sulle Alpi e fuori, ha viaggiato ai quattro angoli del mondo. Ed è amico di Earth Viaggi.
Franco Brevini inizia la sua collaborazione con il nostro sito, dove alternerà i suoi racconti sui viaggi che ha compiuto a riflessioni sul muoversi nel mondo ieri e oggi.


























































































