Un nuovo sentimento della natura

Nel 1688 John Dennis, un critico e drammaturgo inglese, racconta a un amico il transito del Moncenisio.

Nel 1688 John Dennis, un critico e drammaturgo inglese, racconta a un amico il transito del Moncenisio.

Si tratta di una testimonianza estremamente precoce, in cui l’idea classicista del bello, dove il piacere si accompagna alla ragione, cede il passo a una nuova concezione, nella quale è l’emozione suscitata dalla natura a prendere il sopravvento.

«Camminavamo, in senso letterale, sul bordo di una distruzione: un passo falso e la vita e la sua carcassa venivano improvvisamente distrutte. Il senso di tutto ciò produsse in me differenti emozioni, e cioè un piacevole orrore, una gioia terribile e, nello stesso momento in cui ero infinitamente felice, tremavo».

Sono parole che testimoniano la svolta estetica in corso, che ancora oggi ci fa amare il bosco fitto, il mare in tempesta, il vulcano, le Dolomiti. Non più la natura ordinata, che con la sua simmetria e con il suo equilibrio evocava i principi della classicità, ma un nuovo senso del paesaggio, che sembrava fatto apposta per soddisfare il nuovo concitato io che stavo preparando il romanticismo

Lo scrittore e drammaturgo inglese John Addison, il fondatore dello «Spectator», partì per il suo Grand Tour nel 1699 Nei Remarks on Several Parts of Italy del 1705 l’irregolarità del paesaggio e la particolare sensazione che suscita in chi attraversi la catena alpina balzano in primo piano. Lo scrittore britannico usa un padigmatico ossimoro: «an agreeable kind of horror», cioè «un piacevole tipo di orrore».

Nel 1739 valicarono le Alpi due personaggi d’eccezione come Horace Walpole e Thomas Gray: l’uno sarebbe diventato celebre per il primo romanzo gotico, Il castello di Otranto, l’altro per l’Elegia scritta in un cimitero campestre. Proprio Gray, traversando le Alpi francesi, presso Grenoble, avrebbe esclamato: «Qui è dato incontrare tutte le bellezze più orride e selvagge che un luogo può offrire». Per le Alpi si apriva una nuova stagione, che insieme al turismo, avrebbe portato benessere insieme alle inquietudini per le ricadute sull’ambiente.

Ha scritto una quarantina di libri pubblicati dai maggiori editori, insegna all’università, è editorialista del Corriere della sera, ha scalato migliaia di cime sulle Alpi e fuori, ha viaggiato ai quattro angoli del mondo. Ed è amico di Earth Viaggi.

Franco Brevini inizia la sua collaborazione con il nostro sito, dove alternerà i suoi racconti sui viaggi che ha compiuto a riflessioni sul muoversi nel mondo ieri e oggi.

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